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ComunicazioniPubblicato il 20 febbraio 2026

Il sostegno umanitario nell’ambito del piano di pace per Gaza

Sostegno per i bambini nell'ospedale da campo della Mezzaluna Rossa Palestinese ad Al-Mawasi, Striscia di Gaza.

Dal 10 ottobre 2025 nella Striscia di Gaza è in vigore un fragile cessate il fuoco. Gli aiuti umanitari sono aumentati, ma rimangono tuttavia insufficienti a fronte della situazione di emergenza in loco e degli enormi bisogni. Le restrizioni in atto continuano a limitare l’accesso degli operatori umanitari alla Striscia di Gaza e della popolazione ai beni di prima necessità. La situazione in Cisgiordania si sta aggravando. La graduale espansione degli insediamenti illegali, la violenza dei coloni e la crescente violenza da parte delle forze di sicurezza israeliane, con conseguenti distruzioni di case e sfollamenti forzati sempre più frequenti, hanno un impatto crescente sulle condizioni di vita della popolazione civile. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) continua a collaborare con le organizzazioni umanitarie partner per far fronte alle gravi necessità della popolazione civile nel Territorio palestinese occupato (TPO).

Il 26 novembre 2025 il Consiglio federale ha deciso di stanziare altri 23 milioni di franchi per sostenere il «Gaza Peace Plan for peace in the Middle East» presentato dagli Stati Uniti. I fondi saranno utilizzati per fornire aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, rafforzare le istituzioni palestinesi e promuovere il dialogo. Dal novembre del 2023 a oggi, per il sostegno umanitario nel TPO la Svizzera ha messo a disposizione circa 150 milioni di franchi. Tale sostegno viene attuato esclusivamente da attori umanitari che rispettano i principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza.

Aiuto umanitario

Nell’ambito del pacchetto del 26 novembre 2025, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha stanziato 12 milioni di franchi a favore dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), del Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e della Mezzaluna Rossa Palestinese (PRCS) – tramite la Croce Rossa Svizzera (CRS) – nel TPO come pure a favore della Jordan Hashemite Charity Organization (JHCO) in Giordania.

Con un meccanismo di finanziamento strategico e sulla base di analisi dei bisogni, l’OCHA assegna i fondi disponibili a partner selezionati operanti in ambiti prioritari come l’acqua, la salute e gli alloggi di emergenza. Subito dopo il cessate il fuoco, per esempio, l’OCHA ha contribuito all’attuazione del piano di emergenza delle Nazioni Unite per una tregua di 60 giorni, che mirava ad aumentare gli aiuti umanitari coordinati dall’ONU in tutti i settori.

Il contributo al CICR è volto a realizzare le sue iniziative umanitarie urgenti e salvavita nel TPO come la gestione e l’ampliamento del suo ospedale da campo nella Striscia di Gaza che, nell’ottobre del 2025, ha offerto cure chirurgiche, ginecologiche e pediatriche con una capacità di circa 120 posti letto.

Dal canto suo, la PRCS gestisce servizi di soccorso e ambulanze, fornisce assistenza medica di emergenza e offre sostegno psicosociale. Nel novembre del 2025 la PRCS disponeva di 16 centri di assistenza medica e cliniche di emergenza, oltre a due ospedali e due strutture da campo che offrivano assistenza sanitaria di base. Per esempio, a Khan Younis è stato aperto un centro di riabilitazione specializzato con circa 100 posti letto. Da metà gennaio del 2026 la PRCS sostiene anche il secondo ciclo di una campagna di vaccinazione infantile per consentire alle bambine e ai bambini sotto i tre anni di recuperare le vaccinazioni mancate.

La JHCO contribuisce ad ampliare la capacità logistica del corridoio umanitario giordano, essenziale per la consegna di generi alimentari, medicinali e aiuti alla Striscia di Gaza. I fondi svizzeri servono a rafforzare tale corridoio e quindi anche a fornire aiuti alla Striscia di Gaza in modo più efficiente.

Sostegno alle bambine e ai bambini

Con questo pacchetto, il DFAE ha voluto soprattutto aiutare le bambine e i bambini palestinesi, motivo per cui ha donato 5,5 milioni di franchi al Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF) nel TPO, all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in Giordania e a Save the Children in Egitto.

L’UNICEF fornisce aiuti di emergenza ai minori della Striscia di Gaza, concentrandosi sulla salute fisica e mentale, sull’istruzione e sulla protezione da violenza, sfruttamento, abusi o negligenza. Dall’inizio del cessate il fuoco, ha potuto incrementare le importazioni di beni di circa il 300 per cento e quindi ampliare gli aiuti di emergenza in diversi ambiti. Per esempio, è riuscito ad aumentare da 72 a 196 le strutture per il trattamento della denutrizione infantile, curando così circa 17 754 bambine e bambini gravemente malnutriti.

Il contributo svizzero all’OMS sostiene in particolare l’evacuazione e la cura in Giordania di 75 minori gravemente feriti che necessitano di trattamenti specialistici urgenti non disponibili nella Striscia di Gaza, nonché di circa 150 persone accompagnatrici che riceveranno sostegno psicosociale. L’evacuazione medica viene effettuata in collaborazione con i partner giordani ed europei ed è complementare all’importante lavoro dell’OMS nel TPO.

Save the Children, invece, è impegnata a proteggere e sostenere le bambine e i bambini colpiti da conflitti e guerre. Il sostegno della Svizzera consente all’organizzazione di creare un nuovo centro sicuro («safe space») al Cairo per i minori evacuati dalla Striscia di Gaza. Questi centri a misura di bambino hanno lo scopo di fornire ai minori profughi e traumatizzati dalla guerra un luogo sicuro dove giocare, imparare e ricevere un primo sostegno psicosociale.

Rafforzamento delle istituzioni palestinesi

Nell’ambito del suo contributo al piano di pace per Gaza, il DFAE sostiene anche il rafforzamento e la riforma dell’Autorità nazionale palestinese (ANP) con un totale di 5 milioni di franchi. L’obiettivo è migliorare la governance e l’efficienza delle istituzioni per garantire la sostenibilità di un futuro Stato palestinese con un governo unico per la Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e la Striscia di Gaza. Si tratta di presupposti essenziali della soluzione a due Stati.

In particolare, attraverso il meccanismo PEGASE lanciato dall'UE vengono coperti i costi di cura arretrati a favore delle persone della Cisgiordania ricoverate in sei ospedali di Gerusalemme Est. Inoltre, la Svizzera sostiene gli sforzi della Banca Mondiale per riformare la gestione finanziaria e la mobilitazione di risorse.

Il DFAE ha inoltre stanziato 500 000 franchi per lo sminamento umanitario, in collaborazione con il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (GICHD) con sede a Ginevra e l’organizzazione Humanity & Inclusion (HI).

Le competenze svizzere sul campo

Il DFAE ha anche inviato presso il Civil-Military Coordination Center (CMCC) di Kiryat Gat, in Israele, personale specializzato in vari settori, come l’aiuto umanitario e il diritto internazionale umanitario. Il Dipartimento sta quindi contribuendo attivamente con le sue competenze tecniche all’attuazione operativa del piano di pace, che è di competenza del CMCC come definito dal piano stesso.

Posizione della Svizzera

Nell’ambito del suo sostegno all’attuazione del piano di pace per Gaza in conformità al diritto internazionale umanitario e alla Dichiarazione di New York del 4 agosto 2025 sulla soluzione pacifica della questione palestinese e sull’attuazione della soluzione a due Stati, la Svizzera continua ad adoperarsi per una pace duratura in Medio Oriente basata su questa soluzione. Infatti, solo una soluzione a due Stati negoziata da entrambe le parti può portare a una pace duratura.

Secondo il diritto internazionale umanitario Israele, in quanto potenza occupante, deve garantire l’approvvigionamento e la protezione della popolazione nel territorio sotto il suo controllo. In caso di un approvvigionamento insufficiente, è tenuto ad autorizzare e facilitare l’accesso senza ostacoli agli aiuti umanitari, comprese le iniziative di assistenza dell’ONU e delle sue agenzie, in particolare dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente (UNRWA).

Inoltre, la Svizzera continua a sostenere, sia a livello bilaterale che multilaterale, un cessate il fuoco permanente nella Striscia di Gaza, un accesso umanitario rapido, sicuro e senza ostacoli in conformità al diritto internazionale umanitario, la de-escalation regionale e il dialogo, l’attuazione della soluzione a due Stati, compresa la fine dell’occupazione illegale, e il rispetto rigoroso del diritto internazionale umanitario da tutte le parti.

Contatto

Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC)
Eichenweg 5
3003 Berna