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ComunicazioniPubblicato il 24 marzo 2026

Un anno a Kabul: la Svizzera rafforza la propria presenza umanitaria

L’ufficio umanitario svizzero a Kabul è ormai operativo da un anno. Questo traguardo offre l’opportunità di fare il punto della situazione: ristabilendo una presenza umanitaria sul campo, la Svizzera ha rafforzato il proprio impegno in uno dei contesti di crisi più complessi al mondo. A fronte dei crescenti bisogni, della limitazione dei diritti delle donne e dei movimenti di ritorno su larga scala, rimane un partner affidabile per il popolo afghano.

La situazione umanitaria in Afghanistan è caratterizzata da sfide strutturali e sistemiche, tra cui la mancanza di servizi essenziali, un’economia in difficoltà e ricorrenti shock climatici e stagionali, come inondazioni e siccità prolungate, nonché la persistente instabilità in materia di sicurezza e le tensioni militari transfrontaliere.

Si stima che 22,9 milioni di persone in Afghanistan avranno bisogno di assistenza umanitaria entro la fine del 2026. Dopo l’evacuazione del 2021, nel marzo del 2025 la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha riaperto il suo ufficio umanitario a Kabul. La Svizzera è rimasta attiva in Afghanistan anche dopo il 2021, continuando ad attuare il proprio programma e a supervisionare le attività dalla rappresentanza svizzera a Islamabad. Dopo la riapertura dell’ufficio a Kabul, in un contesto di crisi umanitaria prolungata, di gravi restrizioni dei diritti delle donne e delle ragazze e di ritorno su larga scala di cittadine e cittadini afghani dai Paesi vicini, la Svizzera ha rafforzato la propria vicinanza operativa, ha adattato i programmi alle esigenze della popolazione e ha rafforzato la capacità di coordinamento con la comunità internazionale, i partner esecutivi e le comunità locali. «La nostra presenza a Kabul ci permette di rimanere vicini alla popolazione, di sostenere i nostri partner in modo più efficace e di difendere i principi umanitari anche in un ambiente estremamente difficile», afferma Eric Marclay, capo dell’ufficio umanitario svizzero a Kabul.

Contatto

Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC)
Eichenweg 5
3003 Berna