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Pubblicato il 12 marzo 2025

Cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est

La Svizzera sostiene i Paesi dei Balcani occidentali, dell’Europa dell’Est, del Caucaso meridionale e dell’Asia centrale nella creazione di buone condizioni per la stabilità e la prosperità, puntando sulle sue competenze chiave: consolida le riforme nel campo del decentramento amministrativo, condivide le sue conoscenze in materia di formazione professionale e favorisce la mitigazione e l’adattamento alle conseguenze dei cambiamenti climatici.

Una partecipante a un progetto di formazione professionale tecnica in Bosnia ed Erzegovina al lavoro.

Una lunga esperienza di cooperazione

Dalla caduta del muro di Berlino, nel 1989, la cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est è parte integrante della politica estera e della politica economica esterna della Svizzera. I Paesi prioritari dei Balcani occidentali (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Serbia) hanno stretti legami con il nostro Paese sia dal punto di vista economico sia attraverso l’importante diaspora. Gli aiuti umanitari inviati inizialmente in questa regione sono stati a poco a poco sostituiti dal sostegno alla transizione verso sistemi democratici e di mercato e all’adeguamento a norme e valori europei. Nel Caucaso meridionale (Armenia e Georgia) e in Asia centrale (Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan) la Svizzera è attiva soprattutto in progetti che puntano a migliorare la stabilità e la sicurezza.

Le conseguenze dell’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina hanno un effetto destabilizzante sull’intera area. La Svizzera affianca l’Ucraina nel suo cammino verso la pace e uno sviluppo sostenibile oltre che nei suoi sforzi di ricostruzione. Le aziende svizzere possono dare un contributo importante a questo processo facendo leva sulle proprie competenze e conoscenze specialistiche e su prodotti innovativi e di qualità. La Svizzera ha pertanto aumentato in modo significativo il suo appoggio e ha anche rafforzato la cooperazione bilaterale con il vicino Stato della Moldova, direttamente colpito dal conflitto.

Uno straordinario valore aggiunto

La Svizzera sostiene i governi, il settore privato e la società civile in collaborazione con vari partner – altri Paesi, l’Unione europea (UE), le banche di sviluppo e le organizzazioni delle Nazioni Unite (ONU) – sfruttando la sua presenza di lunga data nella regione e la sua buona reputazione.

Le priorità tematiche si concentrano su settori in cui può offrire un valore aggiunto unico grazie alle sue competenze:

  • buongoverno (rafforzamento delle istituzioni nazionali e locali, servizi pubblici, tutela delle minoranze e lotta alla corruzione);
  • sviluppo economico attraverso il rafforzamento del settore privato e creazione di posti di lavoro, con particolare attenzione alla formazione professionale;
  • mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ai loro effetti, protezione dell’ambiente, riduzione del rischio di catastrofi e gestione delle risorse idriche;
  • sanità.

Nel periodo 2021–2024 la Svizzera ha destinato complessivamente 1,025 miliardi di franchi alla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est. In questo modo ha potuto dare un contributo significativo al cammino degli Stati di questa regione verso la democrazia, lo Stato di diritto e l’economia di mercato, promuovendone anche l’integrazione europea. La maggior parte dei Paesi prioritari della cooperazione internazionale ha ottenuto lo status di candidato all’adesione all’UE o ha presentato domanda di adesione.

Allo scadere della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est alla fine del 2024, la cooperazione con gli Stati dell’Europa dell’Est rientrerà nel campo di applicazione della legge federale sulla cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali.

Contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’Unione europea

Il secondo contributo svizzero è un elemento importante della politica europea della Svizzera. Costituisce un investimento nella coesione, nella stabilità e nella prosperità in Europa con il quale la Svizzera rafforza e approfondisce le relazioni bilaterali con i Paesi partner.

Il contributo, pari a 1302 milioni di franchi, sostiene i Paesi che hanno aderito all’UE dal 2004 (UE-13) o che devono far fronte a importanti flussi migratori, e verrà concesso fino al 2029. L’intento è ridurre le disuguaglianze economiche e sociali sul continente europeo e promuovere misure che contribuiscano alla gestione dei movimenti migratori.

Il secondo contributo svizzero è suddiviso in due crediti quadro: il credito quadro «coesione» (1046,9 milioni di franchi) è di competenza della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), mentre il credito quadro «migrazione» (190 milioni di franchi) è di responsabilità della Segreteria di Stato della migrazione (SEM).

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DSC / Europa e Medio Oriente
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