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ComunicazioniPubblicato il 1 settembre 2025

La Svizzera punta sulla formazione professionale per il futuro dei giovani

Una fonte d’ispirazione e un impegno internazionale: in occasione del «Vocational Education and Training (VET) Congress», il congresso sulla formazione professionale che si terrà a Losanna dal 3 al 5 settembre 2025, la Svizzera metterà in evidenza la sua pluriennale esperienza nel campo della formazione professionale e il suo ruolo nella condivisione di know-how con i Paesi partner.

Si vede Goma Neupane, una donna nepalese con i capelli raccolti. Indossa occhiali protettivi e sta in piedi accanto al suo capo davanti a un banco da lavoro. Lui ha in mano una grossa lima e le sta spiegando le sue nuove mansioni.

Il modello svizzero al centro dell’attenzione

Con uno dei tassi di disoccupazione giovanile più bassi al mondo, un’economia dinamica in grado di creare posti di lavoro e aziende capaci di trovare le competenze di cui hanno bisogno, la Svizzera desta l’interesse di molti Paesi. Questo successo è in gran parte dovuto al suo modello di formazione professionale, scelto da quasi due terzi dei giovani. Tra le caratteristiche che suscitano maggiore ammirazione all’estero figurano l’alternanza tra teoria nei centri di formazione e pratica nelle aziende, un solido partenariato pubblico-privato e la grande permeabilità del sistema educativo. Il settore privato svolge un ruolo attivo e finanzia una parte significativa dei corsi di formazione.

L’impegno internazionale della DSC

La formazione professionale e lo sviluppo delle competenze («vocational skills development», VSD) sono stati al centro della cooperazione svizzera per decenni, già da ben prima della creazione ufficiale della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC). La Svizzera, che in questo campo viene vista come un modello da seguire, porta avanti un impegno costante su scala internazionale. Tuttavia, il suo sistema duale non può essere replicato all’estero così com’è, poiché è il frutto di uno specifico contesto storico, economico e culturale.

La DSC adotta quindi un approccio contestualizzato e adattato alle realtà locali, alle priorità nazionali e alle dinamiche economiche di ciascun Paese partner. Il suo lavoro si ispira ai capisaldi del modello svizzero, ossia il coinvolgimento diretto di professionisti nella formazione, l’apprendimento incentrato sulla pratica, il cofinanziamento pubblico-privato e una chiara ripartizione dei ruoli tra Stato e settore privato. La DSC sostiene sia i sistemi formali che quelli non formali, in particolare nelle regioni in cui l’economia informale è preponderante.

L’accento viene posto sulla partecipazione attiva dei settori pubblico e privato, ciascuno secondo le proprie prerogative. La DSC attua un’ampia gamma di progetti nel settore della formazione professionale, in cui tiene conto dei contesti e delle priorità nazionali, con l’intento di ridurre la povertà, favorire l’inclusione, migliorare le probabilità di assunzione e rafforzare la qualità dell’offerta formativa. In collaborazione con partner pubblici e privati, promuove lo sviluppo di competenze in linea con le esigenze del mercato e crea prospettive economiche a lungo termine.

Storie di successo dall’Asia e dall’Africa

Storie di successo dall’Asia e dall’Africa

Phally liscia i capelli di una sposa, tenendo due mollette in bocca.

«Il programma di formazione professionale ha trasformato la mia visione della vita», afferma Phally Moeung, estetista di 21 anni.

Nel suo luminoso salone all’angolo di una strada trafficata, è concentrata a lisciare i capelli di una sposa. Poco più che ventenne, Phally gestisce già la sua attività, un risultato che attribuisce al programma di formazione professionale duale («dual vocational training», DVT) sostenuto dal programma di sviluppo delle competenze.

Oggi la giovane mette in pratica quotidianamente le competenze acquisite durante il corso: cura dei capelli, manicure, pedicure e trattamenti di bellezza. Oltre a gestire il suo salone, insegna il mestiere ad apprendiste e apprendisti, poiché crede fermamente che la formazione sul campo sia essenziale per la crescita professionale.

Nigeria – Personale di formazione qualificato per preparare meglio i giovani

Ayinde è in piedi davanti a un edificio del Lagos Technical College.

In Nigeria, molti giovani lasciano gli istituti di istruzione e formazione tecnica e professionale senza aver ottenuto le qualifiche necessarie per accedere al mondo del lavoro. Il progetto «Skills Development for Youth Employment» (SKYE II), cofinanziato dalla DSC e attuato dalla GIZ, fa fronte a questa sfida.

Tra le sue priorità rientrano il miglioramento della qualità dell’istruzione e della formazione tecnica e professionale attraverso la condivisione di know-how con le persone incaricate di formare i giovani, e lo sviluppo di standard professionali con il settore privato. Ayinde Oladeinde, insegnante di refrigerazione e condizionamento dell’aria presso un istituto tecnico di Lagos, spiega: «Grazie alla formazione ricevuta ho potuto approfondire le mie conoscenze, migliorare le mie competenze pedagogiche e partecipare allo sviluppo di un nuovo programma nazionale insieme agli attori del settore, un processo sostenuto dalla Svizzera».

Con insegnanti più preparati e corsi improntati sulla domanda, il progetto avvicina i giovani nigeriani al mercato del lavoro locale.

Il «Vocational Education and Training Congress» di Losanna, un punto d’incontro globale

Con il «Vocational Education and Training (VET) Congress» di Losanna, la Svizzera conferma il suo ruolo di piattaforma mondiale per lo scambio e l’innovazione nel campo della formazione professionale. Questo evento offre l’opportunità di condividere esperienze, rafforzare la cooperazione e riflettere sulle sfide future del mercato del lavoro. Inoltre, sottolinea il valore aggiunto di un approccio collettivo: riunire i governi, il mondo accademico e il settore privato per preparare meglio i giovani alle professioni di domani.

Contatto

Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC)
Eichenweg 5
3003 Berna