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ComunicazioniPubblicato il 19 maggio 2026

Nessun finanziamento senza risultati concreti

Come è possibile aumentare ulteriormente l’efficacia dei fondi per lo sviluppo? Per esempio con l’«impact-linked finance» (ILF). Il principio di questo modello di finanziamento innovativo è semplice: solo i progetti che accrescono i benefici sociali o climatici e allo stesso tempo attirano investimenti privati ricevono un sostegno finanziario. Una visita a due imprese sociali del Bangladesh ne mostra il funzionamento.

Dipendenti di un’azienda tessile fanno acquisti in un supermercato Apon.

La vita quotidiana di milioni di persone in Bangladesh è caratterizzata da salari precari nell’industria tessile e da proventi incerti nell’agricoltura. Queste sfide possono essere affrontate con innovazioni imprenditoriali, come dimostrano due imprese sociali: l’azienda Apon migliora le condizioni di vita delle operaie e degli operai tessili direttamente sul posto di lavoro, mentre la startup Aunkur sostiene le piccole agricoltrici e i piccoli agricoltori con tecnologie innovative. Entrambi gli esempi illustrano come la finanza a impatto crea un valore sociale aggiunto nella cooperazione allo sviluppo.

Una situazione vantaggiosa per tutti

Apon riceve i locali del negozio gratuitamente dalle aziende tessili. Kazzi Moazzem Huq, CEO della società di abbigliamento Silver Composite Mills Ltd, dove Apon gestisce un supermercato, afferma: «Si tratta di una situazione vantaggiosa per tutti, sia per la nostra società che per le 4000 persone impiegate. Dopo una lunga giornata di lavoro, non è più necessario fare il faticoso viaggio verso il bazar. Infatti, gli acquisti possono essere effettuati in tutta comodità nelle vicinanze durante una pausa e poi ritirati dopo il lavoro».

Apon ha ricevuto 250 000 dollari dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) nell’ambito dell’«impact-linked finance», ossia della finanza a impatto. Questi fondi sono stati erogati a rate, ciascuna delle quali è stata condizionata a obiettivi d’efficacia chiaramente definiti. Allo stesso tempo Apon ha ottenuto un prestito commerciale di 1,5 milioni di dollari da un fondo di investimento privato. Questa interazione è fondamentale per l’ILF: l’approccio non consiste solo in un sostegno finanziario, ma anche in un collegamento mirato tra la crescita imprenditoriale e l’impatto sociale supplementare misurabile.

In origine, il modello di business di Apon si basava principalmente sull’espansione, ovvero sul numero di supermercati e di prodotti offerti. Solo grazie all’ILF l’impatto è diventato un indicatore di performance imprenditoriale. Tra gli effetti generati vi sono i risparmi per la clientela, il gran numero di assicurazioni malattie stipulate e la cospicua quota di donne tra le persone beneficiarie.

Su questa base Apon persegue obiettivi ambiziosi: aumentare l’organico fino a 150 000 dipendenti e consentire alla clientela di risparmiare complessivamente t milioni di dollari.

Dai sussidi agli investimenti

L’«impact-linked finance» (ILF) è un modello di finanziamento innovativo nella cooperazione allo sviluppo. Segue sempre lo stesso principio di base: le piccole e medie imprese che sono disposte a creare un impatto supplementare definiscono congiuntamente obiettivi d’efficacia, per esempio in campo sociale o ecologico, da raggiungere entro un determinato periodo di tempo.

I fondi dell’ILF vengono erogati gradualmente. Ogni versamento è condizionato al raggiungimento effettivo degli obiettivi concordati.

Parallelamente le aziende devono mobilitare ulteriori mezzi finanziari dal settore privato, che permette loro di investire e di crescere. Vale la seguente regola: gli investimenti privati devono essere almeno il doppio dei fondi dell’ILF. Inoltre, è importante che questi fondi provengano da fonti commerciali e non da finanziamenti pubblici. Se gli obiettivi o gli investimenti concordati non vengono (pienamente) raggiunti, i fondi dell’ILF erogati sono nulli o ridotti. Tutte le condizioni sono stabilite contrattualmente e vengono costantemente verificate. In questo modo l’ILF garantisce che il sostegno finanziario sia direttamente collegato a un impatto supplementare misurabile e che, allo stesso tempo, vengano mobilitati investimenti privati. A una maggiore efficacia dimostrabile corrisponde una più elevata ricompensa finanziaria.

Aria di cambiamento in Bangladesh: la Svizzera sostiene la transizione

Con il programma di cooperazione 2026–2028 la Svizzera affianca il Bangladesh nella decisiva fase di transizione da Paese in via di sviluppo a economia emergente e sostiene la conclusione graduale della cooperazione bilaterale.

Negli ultimi decenni il Bangladesh ha compiuto notevoli progressi sia sul piano economico sia su quello sociale. Al contempo, si trova a dover affrontare sfide di vasta portata: tensioni politiche, aumento della povertà, rischi climatici e la persistente crisi dei Rohingya segnano le condizioni di vita di oltre 175 milioni di persone.

È qui che entra in gioco il nuovo programma di cooperazione della Svizzera per il periodo 2026–2028, che rappresenta l’ultima fase di un partenariato attivo da più di 50 anni e si concentra su una transizione responsabile. Con un budget di 43,5 milioni di franchi, il nostro Paese sostiene in modo mirato i settori nei quali possiede particolari competenze: l’adattamento ai cambiamenti climatici, lo sviluppo economico sostenibile e la gestione della migrazione e dello sfollamento forzato.

In questi ambiti, la Svizzera può far leva su risultati concreti conseguiti in precedenza: ha rafforzato processi democratici, promosso la partecipazione politica locale e sviluppato modelli di finanziamento innovativi che consentono di investire in progetti sostenibili. Anche nel campo dell’aiuto umanitario si mostra una partner affidabile, per esempio nel sostegno ai profughi Rohingya e alle comunità che li accolgono.

Un elemento chiave del nuovo programma consiste nel passaggio di responsabilità agli attori locali. Gli approcci che si sono rivelati efficaci devono essere consolidati e proseguiti a lungo termine. Il programma vuole quindi porsi come ponte: da un lato punta a salvaguardare i progressi raggiunti e dall’altro crea le basi per uno sviluppo sostenibile che dovrà andare avanti anche dopo la conclusione della cooperazione bilaterale.

Le attività diplomatiche della Svizzera verranno svolte anche in futuro tramite l’Ambasciata a Dhaka, mentre gli interventi umanitari a favore dei profughi Rohingya proseguiranno fino a quando sarà necessario.

Contatto

Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC)
Eichenweg 5
3003 Berna