Osservare la neve e il ghiaccio per rafforzare la resilienza al clima delle regioni montuose dell’Asia centrale
Le regioni montuose, che ospitano un quinto della popolazione mondiale e forniscono acqua a metà di essa, sono particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici. In Asia centrale, lo scioglimento delle nevi e dei ghiacciai e l’arretramento del permafrost fanno crescere il rischio di catastrofi naturali e di carenza di acqua. La DSC sostiene la regione con progetti volti a favorire l’adattamento ai fenomeni in corso e la loro comprensione. Tra questi figura il progetto CROMO-ADAPT.
Le montagne dell’Asia centrale si estendono tra Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan. In questa regione, quasi il 90 per cento della popolazione dipende dall’acqua proveniente dalle montagne. I cambiamenti climatici, che determinano lo scioglimento dei ghiacciai e intaccano le riserve nevose, hanno un impatto significativo sulla disponibilità di acqua e sull’insorgere di pericoli naturali. Spesso questi fenomeni minacciano intere regioni di montagna, mettendo a rischio i mezzi di sussistenza di molte persone.
Per contrastare le varie sfide derivanti dai cambiamenti climatici nelle regioni montuose, è indispensabile disporre di dati di osservazione per queste aree remote, al fine di migliorare i sistemi di monitoraggio e l’adattamento nella gestione dell’acqua e del rischio di catastrofi. La Svizzera ha una grande esperienza non solo nella gestione delle sfide legate allo sviluppo sostenibile delle regioni alpine, ma anche nell’adozione di specifici approcci per sfruttarne il potenziale. A tal fine promuove lo sviluppo della conoscenza, il dialogo e gli scambi di informazioni e di esperienze tra i vari attori a tutti i livelli. Il programma «Cryospheric Observation and Modelling for improved Adaptation in Central Asia (CROMO-ADAPT)», gestito dall’Università di Friburgo e dall’Istituto per lo studio della neve e delle valanghe (SLF), ne è un valido esempio.
Dati scientifici rigorosi per prevedere meglio le sfide future
L’acqua proveniente dalle nevi e dai ghiacciai è essenziale per mantenere il flusso dei fiumi durante le estati secche. Tuttavia, il ritiro dei ghiacciai e lo scioglimento del permafrost fanno crescere il rischio di catastrofi naturali. Ridurre questi rischi è una priorità nelle regioni di montagna. Attualmente il sistema di osservazione del clima in Asia centrale presenta delle lacune, e né la comunità scientifica né le autorità politiche locali dispongono di dati di rilevanza tale da consentire una migliore gestione delle risorse idriche e la riduzione del rischio di catastrofi. Ciò si ripercuote direttamente sulle popolazioni locali, e in particolare sugli agricoltori, che devono prevedere i periodi di siccità e scegliere sementi adatte alle future condizioni climatiche. Dal 2011 la DSC è impegnata nella regione per aumentare i dati scientifici disponibili.
«Nell’ambito di CROMO-ADAPT, raccogliamo dati sul campo in Asia centrale per elaborare modelli scientifici. Tali modelli aiutano le autorità locali a pianificare meglio e a prepararsi alle sfide climatiche», spiega Martin Hoelzle, responsabile del progetto CROMO-ADAPT presso l’Università di Friburgo.
Grazie a questo progetto, la comunità scientifica locale può accedere a dati affidabili e creare una banca dati pubblica e di alta qualità. La banca dati raggruppa variabili climatiche essenziali, cioè parametri chiave utilizzati per monitorare e comprendere i cambiamenti climatici, come la temperatura dell’aria, le precipitazioni o l’evoluzione del permafrost. Tali variabili vengono misurate utilizzando diversi strumenti e metodi, che spesso combinano osservazioni sul campo e dati satellitari. Si tratta di variabili cruciali che permettono alla comunità scientifica di prevedere i cambiamenti climatici a lungo termine e di elaborare politiche e strategie di adattamento per le autorità e le comunità locali.
Il progetto mira anche a formare le ricercatrici e i ricercatori di domani e ad accrescere le competenze della comunità scientifica su questi temi cruciali. Come spiega Joel Fiddes, collaboratore scientifico dell’SLF che si occupa del progetto CROMO-ADAPT: «Il rafforzamento delle capacità delle nuove ricercatrici e dei nuovi ricercatori, nonché della prossima generazione, è un elemento fondamentale per la sostenibilità. Se ben preparati e autonomi, saranno loro a portare avanti questo lavoro. Inoltre, l’infrastruttura, comprese le attrezzature, rappresenta un altro aspetto essenziale per garantire la sostenibilità a lungo termine».
Un progetto locale per sfide globali
CROMO-ADAPT mira a rafforzare le capacità delle regioni montuose dell’Asia centrale, ma agisce anche a livello globale, fornendo dati preziosi al Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) dell’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM). La missione principale dell’IPCC è fornire valutazioni delle conoscenze scientifiche sui cambiamenti climatici, sulle loro cause e sui loro effetti nonché sulle strategie di mitigazione e adattamento. Queste valutazioni sono essenziali per informare le autorità politiche in occasione delle discussioni sul clima a livello internazionale.
Come ci spiega Bolot Moldobekov, co-direttore del Central Asian Institute for Applied Geosciences in Kirghizistan e collaboratore del progetto: «Sebbene sia incentrato sulla regione dell’Asia centrale, CROMO-ADAPT si occupa anche delle sfide climatiche globali, perché i cambiamenti climatici sono sempre avvenuti a livello globale e, anche in futuro, continueranno a riguardare l’intero pianeta, con alcune caratteristiche distintive a seconda delle diverse regioni della Terra. I risultati del progetto CROMO-ADAPT saranno quindi utili anche a livello mondiale per affrontare e risolvere problemi simili a quelli della nostra regione».
Le recenti piogge torrenziali hanno provocato frane e inondazioni devastanti nei Cantoni alpini Ticino e Vallese. Intere valli si sono ritrovate isolate e le infrastrutture essenziali hanno subito danni considerevoli. Si è trattato di eventi tragici che hanno anche causato la perdita di vite umane. Queste catastrofi ci ricordano l’estrema importanza di portare avanti gli sforzi nell’ambito del monitoraggio e della ricerca per comprendere meglio i cambiamenti degli ambienti ghiacciati e adattarvisi, al fine di ridurre i rischi per gli ecosistemi e le comunità umane.
Il progetto CROMO-ADAPT illustra quanto sia fondamentale generare dati scientifici affidabili, in collaborazione con diversi istituti, per sviluppare scenari climatici regionali e servizi per la gestione dell’acqua e dei rischi naturali. Rafforzando le capacità locali e promuovendo una maggiore consapevolezza degli effetti dei cambiamenti climatici, questi sforzi contribuiranno a garantire la sostenibilità dei sistemi di raccolta dei dati e la resilienza al clima, sia a livello regionale che sul piano globale.
Spedizioni «Adventure of Science»: un’ispirazione per le ricercatrici di domani
CROMO-ADAPT si occupa anche delle sfide legate all’inclusione di genere. La sostenibilità di questo progetto dipende infatti anche dalla formazione di giovani scienziate. Nel 2019 Martina Barandun e Marlene Kronenberg, glaciologhe, hanno co-fondato il programma «Adventure for Science: Women and Glaciers in Central Asia», che si inserisce nel più ampio progetto CROMO-ADAPT. Ispirate dall’energia delle giovani donne incontrate in Asia centrale, le due scienziate hanno creato per loro un programma di formazione di due settimane. Il programma mira ad aumentare la partecipazione e la diversità nel settore delle scienze della Terra, promuovendo al contempo attività scientifiche all’aperto, inclusive, artistiche e solidali.
Come spiega Martina Barandun: «Questo programma non è concepito come una semplice esperienza educativa di breve durata, ma come un’iniziativa a lungo termine con un’attenzione alla sostenibilità. Mira soprattutto a ispirare le giovani donne motivandole a intraprendere carriere in questo settore, piuttosto che a offrire loro una formazione temporanea». Ciò consente di formare scienziate esperte in criosfera, di arricchire la rete scientifica locale e internazionale e di avere a disposizione una maggiore quantità di analisi e dati basati sulle evidenze.
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