Afghanistan
Da decenni la vita delle persone in Afghanistan è segnata da conflitti, povertà, fame e cambiamenti climatici. 24 milioni di persone dipendono dall’aiuto umanitario e la maggioranza della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà. L’ufficio umanitario della Svizzera si adopera in loco affinché la popolazione in stato di bisogno sia sostenuta nelle proprie esigenze di base.
Contesto Afghanistan
Le condizioni di vita in Afghanistan sono da tempo estremamente difficili per la maggior parte della popolazione. Quasi mezzo secolo di conflitti e guerre hanno avuto conseguenze devastanti per la salute fisica e psichica delle persone, stringendo queste ultime nella morsa della povertà e ostacolando lo sviluppo generale del Paese. Con la presa del potere dei Talebani nell’agosto del 2021, la desolante situazione economica, politica, sociale e umanitaria non ha fatto che deteriorare, facendo sprofondare ulteriormente nella miseria molte comunità. Attualmente le persone che dipendono dall’aiuto umanitario sono quasi 24 milioni, di cui 6 milioni sono esposte al rischio di carestia. I mezzi di sussistenza sostenibili sono minacciati in tutte le regioni del Paese, una problematica che tocca in particolare donne e bambini.
L’economia afghana sta attraversando una grave crisi. A causa della mancanza di aiuti finanziari, i servizi pubblici sono al collasso e l’economia ha vissuto un crollo del 25 per cento dall’estate del 2021. Il calo delle esportazioni e l’aumento delle importazioni si sono tradotti in un colossale deficit commerciale e il settore finanziario è disfunzionale.
Finora nessuno Stato ha riconosciuto i Talebani e il loro emirato islamico quale Governo legittimo dell’Afghanistan. Uno dei motivi è che le decisioni politiche e sociali del gruppo fondamentalista sono in netto contrasto con gli standard internazionali, in particolare per quanto riguarda i diritti umani delle donne. La collaborazione diretta con le autorità è difficile, se non impossibile. Dall’agosto del 2021 i fondi per lo sviluppo vengono impiegati tramite l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) e altre organizzazioni non governative (ONG), in genere per progetti umanitari a breve termine. L’aiuto umanitario non è tuttavia sufficiente per risolvere gli enormi problemi che attanagliano l’Afghanistan. Senza un sostegno duraturo all’economia, alle infrastrutture e al potenziamento delle capacità nelle istituzioni statali responsabili dell’approvvigionamento della popolazione e dello sviluppo del Paese, l’Afghanistan non sarà in grado di superare queste sfide. Nel quadro di un processo politico avviato nel novembre del 2023 con un rapporto del coordinatore speciale dell’ONU, è prevista l’implementazione di misure per il rafforzamento della fiducia tra i Talebani e la comunità internazionale al fine di sostenere il Paese e liberarlo dall’isolamento.
L’Afghanistan produce piccole quantità di gas serra, ma è fortemente toccato dai cambiamenti climatici: si trova infatti sull’orlo di una catastrofe ambientale e ciò mette a repentaglio le basi vitali, la sicurezza alimentare, i diritti umani così come la pace e la sicurezza. Servono urgentemente investimenti e innovazioni per aumentare la resilienza e la capacità di adattamento della popolazione e delle istituzioni afghane nel medio e lungo termine.
Già prima della presa del potere da parte dei Talebani, donne e bambine in Afghanistan erano confrontate con gravi discriminazioni e notevoli limitazioni della libertà. Il precedente governo aveva però avviato una serie di riforme che avevano migliorato la loro condizione dal punto di vista giuridico. Tuttavia, tali progressi sono stati rapidamente azzerati con il ritorno dei Talebani: secondo l’Entità delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere e l’empowerment femminile (UN Women), da allora la discriminazione istituzionalizzata nei confronti di donne e ragazze si è accentuata ulteriormente. Se dalla fine della guerra la situazione legata alla sicurezza è nel complesso migliorata e gli uomini possono ora spostarsi più o meno liberamente in tutto il Paese, lo stesso non si può dire per donne e bambine. Stando a un sondaggio di UN Women, il 64 per cento delle donne non si sente attualmente al sicuro e ha paura di lasciare la propria abitazione senza la compagnia di un uomo. I decreti misogini dei Talebani complicano notevolmente la collaborazione con la comunità internazionale.
Il programma di cooperazione della Svizzera in Afghanistan è focalizzato sul miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. In tutti i progetti del portafoglio la Confederazione mira a promuovere l’indipendenza delle comunità, a ridurre la dipendenza dagli aiuti esterni e ad accrescere la resilienza, in particolare per quanto riguarda le conseguenze negative dei cambiamenti climatici. La Svizzera si impegna collaborando e coordinandosi da vicino con la comunità internazionale dei donatori, nonché avviando partenariati strategici con organizzazioni locali e internazionali.
Crisi in Afghanistan
In seguito alla presa del potere da parte dei Talebani, il 15 agosto 2021, la Svizzera ha chiuso immediatamente il suo ufficio di cooperazione a Kabul e ha evacuato tutto il personale. Da allora, il team della DSC ha portato avanti i suoi progetti prima da Berna e poi, a partire da febbraio del 2023, dalla capitale del Pakistan Islamabad, recandosi regolarmente a Kabul. Nel marzo 2025 la DSC ha riaperto un ufficio in Afghanistan: a Kabul, un team di esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) si è installato nell’ufficio umanitario della Svizzera.
Protezione e diritti umani
In collaborazione con organizzazioni internazionali come il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e l’ONU, così come con organizzazioni nazionali e internazionali non governative, la Svizzera si impegna per i diritti umani e la protezione dei gruppi vulnerabili, in particolare quelli di donne e bambine.
L’obiettivo è rafforzare la resilienza e l’indipendenza, sostenere le organizzazioni per i diritti umani e garantire lo spazio civile, oltre che il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Donne e bambine devono inoltre poter esercitare i propri diritti senza alcuna restrizione.
Copertura dei bisogni fondamentali
A seguito della presa del potere da parte dei Talebani, la comunità internazionale ha interrotto il suo sostegno finanziario. È così venuto a mancare il finanziamento del 45 per cento del prodotto interno lordo (PIL) e del 75 per cento dei servizi pubblici, motivo per cui questi ultimi non possono più essere garantiti.
Per colmare tale lacuna, insieme ad altri donatori la Svizzera sostiene l’approvvigionamento con beni e servizi pubblici di base, come l’istruzione e l’assistenza sanitaria. Affianca inoltre organizzazioni che assicurano l’accesso e la fornitura di servizi intersettoriali per le fasce più esposte della popolazione, come le donne e le bambine.
Mezzi di sussistenza agricoli resilienti ai cambiamenti climatici
L’Afghanistan non produce quasi gas serra, ma è uno dei dieci Paesi maggiormente colpiti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. Più dell’80 per cento delle cittadine e dei cittadini afghani dipende da risorse naturali per la propria sussistenza, ma solo il 12 per cento del territorio del Paese è coltivabile e solamente il 6 per cento viene effettivamente usato a tale scopo. Le donne subiscono in modo sproporzionato le ripercussioni dei cambiamenti climatici.
Al fine di colmare questo divario e potenziare le capacità locali per far fronte agli effetti dei cambiamenti climatici, la Svizzera aiuta le comunità a gestire le risorse naturali in modo sostenibile e resistente al clima, come anche ad adeguare la produzione alle condizioni climatiche. In aggiunta promuove la diversificazione delle fonti di reddito e l’accesso ai mercati locali – consentendo in particolare alle donne di incrementare le proprie entrate – e finanzia le organizzazioni locali che mettono a disposizione denaro o generi alimentari, sementi e altri aiuti all’agricoltura. Infine, condivide il proprio know-how in materia di prevenzione delle catastrofi e contribuisce a evitare i disastri legati al clima o a mitigarne gli effetti.
Approccio e partner principali
In Afghanistan l’ufficio umanitario della Svizzera continuerà a concentrarsi sul consolidamento delle capacità locali (partner sul posto, comunità ecc.), curando in particolar modo un portafoglio di partner equilibrato (organizzazioni internazionali, ONG internazionali, ONG afghane) per favorire la localizzazione dell’aiuto.
Si adopererà maggiormente per portare avanti le discussioni internazionali sull’assistenza tecnica ai ministeri. A tale scopo, formazioni e potenziamento delle capacità per le istituzioni guidate dai Talebani nell’ambito dell’adattamento ai cambiamenti climatici e al loro contenimento potrebbero rappresentare un’opzione promettente e meno rischiosa dal punto di vista politico.
I partner principali della Svizzera in Afghanistan sono:
- Organizzazioni internazionali: agenzie dell’ONU, CICR, Banca Mondiale;
- ONG locali e internazionali: Aga Khan Foundation, The Liaison Office, Afghanaid;
- ONG svizzere: Swisspeace.

Let's Focus – #1: Afghanistan
Gli sviluppi in Afghanistan continuano a suscitare grande scalpore. Il DFAE fornisce spiegazioni e chiarimenti.
Contatto
Eichenweg 5
3003 Berna

