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ComunicazioniPubblicato il 10 luglio 2024

Più varietà nell’alimentazione per raggiungere l’obiettivo «fame zero»

Dal 2015 il mondo non è più avviato sulla buona strada per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo sostenibile (OSS) 2, «fame zero». Questa la constatazione fatta al Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile iniziato l’8 luglio a New York. Per combattere la fame e la malnutrizione nel mondo non basta avere cibo a sufficienza, anche l’aspetto qualitativo è importante. Poiché la qualità dell’apporto nutrizionale non viene attualmente misurata nell’ambito dell’OSS 2 dell’Agenda 2030, la Svizzera, in collaborazione con altri Paesi e agenzie dell’ONU, ha proposto di introdurre un nuovo indicatore.

Due donne con veli rossi e gialli sono in piedi davanti alla loro bancarella di frutta. Le circondano scaffali pieni di frutta e verdura.

Da tempo il tipo di regime alimentare è diventato uno dei maggiori fattori di rischio per la nostra salute. Ogni forma di malnutrizione deve dunque essere combattuta. L’insicurezza alimentare può influire in molti modi sul genere di alimentazione, aumentando sia i rischi di denutrizione e ritardi nella crescita, sia quelli legati al sovrappeso. La quantità di calorie ritenute sufficienti, calcolata con l’aiuto degli indicatori esistenti, non dà alcuna indicazione sulla reale disponibilità degli alimenti né sul tipo di consumo individuale e non permette dunque di farsi un’idea precisa della qualità nutritiva dei regimi alimentari, della distribuzione delle diverse derrate alimentari e delle disuguaglianze in merito all’accesso al cibo.

I regimi alimentari malsani sono la principale causa di problemi di salute e malattie in tutto il mondo e la varietà è uno dei pilastri fondamentali di una dieta sana. Le diete poco diversificate aumentano il pericolo di carenze di micronutrienti – in particolare nei bambini e nelle donne –, e questo può compromettere la salute e lo sviluppo fisico e cognitivo. Purtroppo però, attualmente gli indicatori disponibili per misurare la fame e la malnutrizione nel mondo prendono in considerazione solo la quantità di cibo disponibile, ma non forniscono una valutazione qualitativa dell’alimentazione, per esempio in termini di varietà. La mancanza di un indicatore che misuri la qualità alimentare è il segno che l’importanza di un regime alimentare sano per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 è stata sottovalutata; ciò limita le possibilità di intervenire facendo leva su dati oggettivi per migliorare la nutrizione e la salute attraverso la dieta.

Da diversi anni, esperti e governi sono alla ricerca di un nuovo indicatore in grado di misurare la qualità del consumo alimentare che possa diventare parte integrante dell’OSS 2. L’elaborazione di un indicatore è un’operazione complessa che richiede ancora un lavoro di ricerca e di convalida. Al momento, grazie a un metodo semplice e poco costoso sostenuto dalla Svizzera, è possibile misurare uno degli aspetti della qualità alimentare: la varietà. La richiesta di includere un indicatore per valutare la varietà alimentare minima («minimum dietary diversity», MDD, in inglese) nell’OSS 2 è stata inoltrata formalmente dal nostro Paese il 29 aprile 2024, in collaborazione con il Brasile, il Bangladesh e il Malawi, e con il supporto tecnico delle agenzie multilaterali (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, FAO; Organizzazione mondiale della sanità, OMS; Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, UNICEF; Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo, FISA e Programma alimentare mondiale, PAM). La proposta è stata illustrata alla comunità internazionale in occasione di una serie di eventi tenutisi a Roma e a New York a margine del Forum politico di alto livello sullo sviluppo sostenibile (vedere riquadro). Questo indicatore, noto con l’acronimo MDD, viene già utilizzato nell’ambito del monitoraggio e della valutazione di programmi per informare i responsabili politici di numerosi Paesi. L’obiettivo è impiegarlo su scala più vasta.

Diverse donne circondano un calderone sul fuoco in Tanzania. Al centro, una cuoca mescola l'acqua e i cereali da cuocere.

Creare un ponte tra il mondo delle statistiche e l’alimentazione sostenibile

Nel biennio 2024–2025 l’Ufficio federale di statistica (UST) presiede la Commissione di Statistica dell’ONU ed è membro del gruppo di esperte e di esperti inter-agenzie sugli indicatori per gli obiettivi di sviluppo sostenibile. In questa particolare posizione, l’UST ha lavorato a stretto contatto con l’ufficio di statistica della FAO allo scopo di introdurre il nuovo strumento di misurazione della varietà al momento della revisione periodica degli indicatori.

La scelta degli indicatori per misurare i progressi fatti verso uno sviluppo sostenibile è un processo complesso che comporta numerosi scambi a livello scientifico e tecnico, oltre che un dialogo politico. Per quanto riguarda l’OSS 2, le sfide da affrontare riguardano l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), la missione permanente presso le agenzie ONU di Roma legate all’alimentazione (FAO, PAM, FISA) e la missione permanente della Svizzera presso le Nazioni Unite a New York.

Riunione di alto livello per accelerare lo sviluppo sostenibile

Dal 2012 ogni anno a New York si svolge il Forum politico di alto livello per lo sviluppo sostenibile, che riunisce rappresentanti di tutto il sistema delle Nazioni Unite, dei governi, delle organizzazioni non governative e del mondo scientifico per esaminare i progressi fatti verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030.

Quest’anno la delegazione svizzera era guidata da Markus Reubi, capo supplente della Divisione Prosperità e sostenibilità del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e delegato del Consiglio federale per l’Agenda 2030, in qualità di segretario di Stato. Daniel Dubas dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) e membri della DSC, dell’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS), dell’UST e della società civile (Caritas) completavano la delegazione.

La Svizzera ha organizzato in particolare un evento incentrato sull’importanza della varietà nei regimi alimentari e sulla loro misurazione, sostenuto dal Costa Rica, dal Malawi, dalla FAO e dallo Scaling Up Nutrition Movement.

Introdurre un nuovo strumento di misurazione dello sviluppo sostenibile: un indicatore sulla varietà alimentare

La Svizzera si impegna a livello politico per consentire a decisori nazionali e globali e a tutte le parti interessate di monitorare e garantire la disponibilità di regimi alimentari sani per le loro popolazioni e per il pianeta. In collaborazione con i suoi partner e con il supporto di diversi Paesi, negli ultimi dieci anni ha fatto sforzi notevoli per facilitare questo processo e ha sostenuto il lavoro teso a semplificare la raccolta dei dati, per esempio attraverso il Global Diet Quality Project, e a velocizzarla, rendendola così meno costosa. I dati, utilizzabili su scala globale, permettono di fare confronti tra Paesi e regioni e di indentificare in anticipo le tendenze.

L’introduzione di una soglia minima di varietà alimentare (in inglese «prevalence of minimum dietary diversity») nell’ambito degli indicatori relativi all’OSS 2 consentirebbe di colmare una lacuna importante a livello di disponibilità di dati. Il nuovo indicatore potrebbe contribuire a guidare le azioni necessarie non solo per raggiungere l’obiettivo «fame zero», ma anche per assicurare alle popolazioni un’alimentazione di buona qualità, salute e sviluppo – tutti aspetti fondamentali per il raggiungimento degli OSS.

Il lavoro volto a favorire il dialogo politico e scientifico necessario per introdurre un nuovo indicatore ha già permesso di rafforzare gli interventi sul campo e nei Paesi interessati. Questo approccio incentiva poi l’aumento dell’offerta e della domanda di cibi sani, agisce sui prezzi rendendo questi cibi più accessibili, contribuisce a riorientare le politiche, spinge ad adattare le infrastrutture alimentari e a modificare i comportamenti individuali e collettivi, e infine riduce la malnutrizione in tutte le sue forme. Nel 2025 si tratta di cogliere l’ultima opportunità per aggiungere il nuovo indicatore entro il termine di validità dell’Agenda 2030.

Donne velate si affaccendano intorno a una bancarella che vende vari tipi di cereali in una tenda in Niger.

A lungo termine, cambiare il modo in cui le persone si procurano il cibo e si nutrono: l’esempio del progetto Crops for Healthier Diets

Dal 2020 la DSC sostiene il progetto CROPS4HD (Consumtion of Resilient Orphan Crop Products for Healthier Diets), attuato da Swissaid e dall’Istituto svizzero di ricerca dell’agricoltura biologica (FiBL), il cui obiettivo è intervenire su diversi fattori tra cui il comportamento individuale, i mercati, l’organizzazione sociale e l’accesso alle conoscenze e all’innovazione. CROPS4HD stimola la domanda per varietà di colture non sfruttate o trascurate e con i suoi interventi cerca di aumentare la consapevolezza e la comprensione dei benefici per la salute di alcune colture e di una dieta più varia. Favorisce inoltre la creazione di legami più diretti tra produzione e consumo dando la priorità a catene del valore corte e valorizzando l’agrobiodiversità.

Il progetto si concentra su tre elementi chiave, varietà genetica, agronomia e produzione agroecologica, oltre a organizzare le agricoltrici e gli agricoltori e a occuparsi dei sistemi sementieri. Promuove la divulgazione e lo scambio orizzontale di conoscenze tra le coltivatrici e i coltivatori, e l’apprendimento comune nelle scuole agricole per ampliare la produzione di varietà di colture più nutrienti e più resistenti ai cambiamenti climatici destinate sia all’uso diretto delle famiglie che alla vendita nei mercati locali.

CROPS4HD è attivo anche a livello politico, sul piano locale, nazionale, subregionale e internazionale. Le autorità politiche spesso non conoscono la realtà contadina né i loro obblighi legali di tutela dei diritti delle popolazioni rurali. Il progetto raccoglie dunque esempi di buone pratiche per assicurare un iter decisionale più informato e aiuta le contadine e i contadini e le loro organizzazioni a svolgere un ruolo più attivo e a lavorare al proprio sviluppo approfondendo il dialogo con i responsabili politici.

Contatto

Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC)
Eichenweg 5
3003 Berna