Tanzania: sviluppo delle competenze nei giovani vulnerabili
Ogni anno milioni di tanzaniani entrano nel mondo del lavoro. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), attraverso il suo partner Swisscontact, aiuta i giovani a sviluppare competenze professionali affinché possano trovare un impiego remunerativo. La DSC ha incontrato due giovani donne, che hanno potuto avviare una piccola attività di vendita di fiori grazie alla formazione ricevuto, e un formatore professionale esperto di piscicoltura.
La Tanzania ha registrato una crescita economica costante a partire dall’inizio del secolo e si è guadagnata lo statuto di Paese a reddito medio-basso. Questa evoluzione non ha tuttavia ridotto in modo significativo i livelli di povertà, soprattutto tra le giovani generazioni, esposte ad alti tassi di disoccupazione o sottoccupazione. La popolazione continua a crescere a ritmo sostenuto, con milioni di giovani che ogni anno entrano nel mondo del lavoro. Circa il 77 per cento della popolazione ha meno di 35 anni e il 34,7 per cento ha tra i 15 e i 35 anni. Per affrontare queste sfide, la DSC sostiene programmi di formazione professionale e di sviluppo delle competenze il cui scopo è garantire che la crescita demografica ed economica contribuisca a ridurre la povertà. Attraverso il progetto «Skills for Employment Tanzania» (SET), la Svizzera concorre a migliorare l’accesso e la qualità della formazione professionale, in linea con le esigenze del mercato del lavoro locale.
Il progetto SET, attuato dall’organizzazione non governativa svizzera Swisscontact, è attivo nelle regioni di Morogoro e Iringa. Situata a soli 90 minuti di treno da Dar es Salaam, Morogoro è diventata il granaio nazionale della Tanzania grazie alle fertili terre che producono una varietà di frutta e verdura, alla produzione dello zucchero e alle opportunità legate alla pesca e all’allevamento. Anche in questo contesto urbano in cui vive una popolazione di oltre 450’000 abitanti, l’agricoltura rimane la principale fonte di reddito, poiché la città si espande nella rigogliosa campagna circostante. Nella regione di Iringa, situata a ovest di Morogoro e anch’essa caratterizzata da terre fertili, oltre l’80 per cento delle economie domestiche svolge attività agricole. Il potenziale agricolo della regione è però sottoutilizzato, visto che meno del 40 per cento dei terreni arabili è effettivamente adibito alla coltivazione o all’allevamento. Il progetto SET mira a integrare i giovani nelle economie locali offrendo loro l’opportunità di sviluppare nuove competenze.
I 54 Folk Development College (FDC) sparsi in tutta la Tanzania sono i principali centri statali con un’offerta educativa non formale per lo sviluppo delle competenze. Questi istituti sono fondamentali per le giovani generazioni vulnerabili che non hanno completato l’istruzione secondaria per vari motivi (p. es. gravidanze in età adolescenziale e povertà). Una delle priorità del progetto SET è la creazione di un sistema di formazione professionale inclusivo che coinvolga questi giovani. Consapevoli che le donne sono esposte in maniera molto più accentuata alla vulnerabilità economica, ci si impegna ad aiutarle a sviluppare le loro competenze.
La DSC ha incontrato due donne, Happy David e Zuhura Ally, che seguono corsi di educazione non formale presso la Sokoine University of Agriculture di Morogoro. Dedite entrambe alla floricoltura, hanno potuto avviare una piccola attività di vendita di fiori con la quale sperano, insieme, di garantirsi un futuro finanziario sicuro, pur con le difficoltà legate alle fluttuazioni mensili delle vendite. Grazie alla certificazione rilasciata dall’università possono svolgere anche attività di giardinaggio per arrotondare il reddito.
In un’altra zona della città sono sorti allevamenti ittici. I grandi stagni ospitano pesci che dopo un certo periodo di tempo vengono pescati e venduti al mercato. Gli stagni sono usati nel quadro del progetto SET come luoghi di formazione professionale. Omary Omary, uno dei formatori, insegna ai giovani vulnerabili come prendersi cura di vari tipi di pesce e come trasformare la piscicoltura in un mestiere redditizio, per esempio con corsi centrati sulla preparazione di marinate e sull’uso delle spezie per aumentare il valore dei prodotti.
Favorire l’accesso alla formazione professionale per le fasce giovanili vulnerabili è un pilastro fondamentale del progetto SET. Un secondo pilastro riguarda il miglioramento del materiale didattico e della qualità di educatrici ed educatori. Il progetto SET mira a istituzionalizzare l’educazione formale del personale insegnante, cui offre una piattaforma di interazione e interconnessione per affrontare in modo collaborativo le sfide e proporre miglioramenti al sistema di formazione professionale in Tanzania.
A Morogoro, principale luogo di svolgimento del progetto, sono stati compiuti progressi significativi. Durante la prima fase, più di 10’000 giovani hanno partecipato a corsi di formazione, sono stati sviluppati 13 nuovi programmi e sono state completate 17 analisi del mercato del lavoro. Il progetto ha inoltre consolidato la collaborazione tecnica con il Ministero dell’istruzione, della scienza e della tecnologia tanzaniano. Sebbene i risultati siano promettenti, la collaborazione con le istituzioni nazionali è cruciale per ottenere miglioramenti sistemici nelle condizioni di vita delle giovani generazioni.
Attraverso il programma «Safeguard Young People» (SYP), la DSC, in collaborazione con il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), promuove attivamente tra i giovani un’educazione olistica in materia di salute sessuale e riproduttiva, e rispetto dei diritti connessi. In Tanzania, Paese che registra un alto tasso di fertilità, i giovani conoscono i metodi contraccettivi, ma il loro uso effettivo rimane basso a causa della disinformazione e di un’educazione sessuale inadeguata. Grazie al sostegno della DSC, molte giovani madri che hanno dovuto abbandonare la scuola spesso si rivolgono agli istituti FDC, dove queste tematiche sono state incluse nei programmi di studi. Il programma SYP si prefigge di migliorare l’educazione sessuale e la salute riproduttiva nelle fasce giovanili. Il materiale didattico e i manuali su questi temi sviluppati attraverso il progetto servono a combattere la disinformazione, molto diffusa. Il progetto insegna in particolare alle giovani donne a prendere decisioni consapevoli sulla propria vita.
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