Valorizzare il potenziale dei giovani migranti nell’Africa dell’Ovest e del Nord
Alla luce della crescente mobilità dei giovani in Africa occidentale e settentrionale, un progetto della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) si concentra sulla loro protezione, formazione e integrazione. Mamadou, Byba e Rabi, beneficiari del programma sostenuto dalla Svizzera, raccontano come questo aiuto abbia trasformato le loro vite.

Nell’Africa occidentale e settentrionale si osserva un intenso spostamento di giovani tra i Paesi dell’area. Le cause sono da ricondursi non solo alla povertà, ai conflitti o agli effetti dei cambiamenti climatici, bensì anche alla ricerca di opportunità economiche. Il fenomeno non è nuovo, ma affonda le sue radici nella storia della regione. Da tempo questi spostamenti favoriscono una migliore distribuzione dei redditi, l’avvio di attività economiche e la conseguente creazione di posti di lavoro, come anche l’apertura di nuovi mercati. La mobilità è una fonte di ricchezza per le popolazioni, poiché agevola gli scambi economici, sociali e culturali.
Le rotte migratorie non sono tuttavia prive di insidie: spesso lungo il percorso si verificano infatti casi di abuso, sfruttamento e violenza – soprattutto sessuale. Ciononostante, la migrazione riserva ai giovani anche opportunità economiche, professionali e formative, grazie alle quali possono contribuire a uno sviluppo sostenibile nei loro Paesi di origine, di transito e di destinazione.
Su questo sfondo, in cinque Stati della regione – Guinea, Mali, Marocco, Niger e Tunisia – la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) sostiene un progetto incentrato sui bambini e i giovani migranti («Enfants et jeunes en mobilité, EJM») volto a proteggere, educare, formare e integrare i minori che hanno lasciato il loro Paese offrendo loro prospettive concrete e assistendoli nella realizzazione dei loro progetti di vita. Un quadro più sicuro per la migrazione, che offra opportunità di formazione, impiego e integrazione, contribuisce allo sviluppo locale e rafforza la sicurezza e la stabilità regionali, con ripercussioni positive anche per i Paesi europei come la Svizzera.
Le storie seguenti narrano di vissuti molto diversi tra loro ed evidenziano la necessità di individuare risposte valide nel tempo e adattate alle realtà locali. Oltre a fornire un sostegno personalizzato, il programma punta su collaborazioni con ONG locali ed enti governativi per favorire l’adozione di politiche e di norme che riconoscano le esigenze e i diritti dei giovani migranti nei Paesi interessati.
Qualche dato significativo
Tra il 2022 e il 2024
- più di 21 000 bambini e giovani migranti hanno avuto accesso a servizi su misura in materia di protezione, istruzione e integrazione;
- oltre 40 000 persone sono state sensibilizzate alle sfide della migrazione: servizi, opportunità e rischi nelle zone di partenza, transito e destinazione, e questioni legate alla reintegrazione;
- quasi 1000 attori (Stato, ONG) hanno perfezionato le loro competenze per poter fornire un sostegno migliore a questi giovani;
- circa 650 bambini e giovani migranti sono stati consultati e le loro opinioni e aspirazioni sono confluite nell’elaborazione di strategie, piani d’azione e leggi.
Contatto
Eichenweg 5
3003 Berna



