Migrazione e sfollamento forzato
La migrazione è un fenomeno globale che contribuisce fortemente allo sviluppo sostenibile, ma che comporta rischi per chi si sposta e sfide per le società nel loro complesso; motivi per i quali è un tema prioritario per la politica estera e la cooperazione internazionale della Svizzera. La DSC affronta le sfide dello sfollamento forzato e dell'immigrazione irregolare promuovendo soluzioni locali per le persone obbligate a lasciare le loro case.

Contesto tematico
La migrazione è uno dei modi più antichi ed efficaci per affrancarsi dalla povertà e promuovere la crescita economica. Dei 281 milioni di migranti nel mondo, il 60 per cento lo è per motivi di lavoro e apporta considerevoli benefici in termini economici e di sviluppo. Nei Paesi di destinazione, le lavoratrici e i lavoratori migranti apportano manodopera, competenze, innovazione e imprenditorialità; mentre per i Paesi di origine rappresentano un’opportunità in primis per le rimesse, che rappresentano più del triplo del volume dell’aiuto pubblico allo sviluppo. Tuttavia, la migrazione comporta anche rischi e sfide: oltre a essere esposti alla minaccia della tratta di esseri umani, i migranti sono maggiormente a rischio di sfruttamento, discriminazione e mancanza di accesso alla protezione sociale e alla giustizia; inoltre, la migrazione irregolare e non sicura ‒ le cui cause vanno ricercate nell’aumento degli sfollamenti forzati conseguenti a conflitti armati, cambiamenti climatici e pericoli naturali ‒ rappresenta una sfida di dimensioni globali. Il peso della migrazione grava soprattutto sui Paesi a medio e basso reddito, che accolgono il 75 per cento dei profughi mondiali.
Competenze svizzere
L’impegno della Svizzera a sostegno delle vittime di sfollamento forzato affonda le sue radici nella tradizione umanitaria del Paese, depositario delle Convenzioni di Ginevra e sede di tutte le organizzazioni internazionali operanti nel campo della migrazione.
Grazie a un approccio bilanciato basato sull’instaurazione di partenariati con i Paesi di origine, transito e destinazione, la Svizzera rappresenta un partner credibile e integro nel settore. Vanta inoltre un impegno di lunga data nell’assistenza umanitaria e nella protezione delle popolazioni vittime di sfollamento forzato ed è stata tra i primi Paesi a prendere posizione in materia di migrazione e sviluppo, fornendo un sostegno duraturo al Forum globale su migrazione e sviluppo (inglese) e svolgendo un lavoro pionieristico sulla migrazione per motivi di lavoro. Infine, la Svizzera ha guidato il dialogo internazionale sugli sfollamenti dovuti a disastri e sulla ricerca di soluzioni durature per gli sfollati interni. La caratteristica distintiva del contributo svizzero risiede nella sua capacità di lavorare con un ampio ventaglio di stakeholder, inclusi il settore privato e le città.
Priorità
Nel breve periodo, l’azione della DSC è volta a migliorare le condizioni di vita degli sfollati e a proteggere i profughi nei Paesi di accoglienza attraverso il versamento di contributi regolari all’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e ad altri partner bilaterali e multilaterali. La DSC supporta gli interventi umanitari nell’ambito delle crisi attualmente in corso, tra cui quelle in Afghanistan, Ucraina, Siria e Sudan, che sono responsabili del maggior numero di profughi a livello mondiale (dati del 2024).
Nel medio periodo, la cooperazione internazionale della Svizzera si impegna per l’integrazione delle persone migranti e sfollate nei Paesi partner. La DSC sostiene per esempio l’integrazione socioeconomica dei rifugiati ucraini e dei cittadini moldavi vulnerabili con l’obiettivo di ridurre la loro dipendenza dall’assistenza umanitaria e sociale e renderli più autosufficienti; un’iniziativa, questa, che nel primo anno ha permesso di aiutare più di 14,000 persone, di cui oltre 9500 rifugiate. Inoltre, nel Corno d’Africa, oltre 6000 persone vittime di sfollamento forzato hanno potuto migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro sui mercati kenyoti e somali grazie al sostegno della Svizzera.
Nel lungo periodo, la DSC contribuisce a mitigare le cause della migrazione irregolare e dello sfollamento forzato, quali la povertà, un accesso insufficiente ai servizi essenziali, i conflitti armati, il malgoverno, il degrado ambientale, i pericoli naturali e gli effetti dei cambiamenti climatici. Inoltre, la sua azione di sostegno e sensibilizzazione a favore di posti di lavoro dignitosi e dell’inclusione economica e finanziaria dei migranti concorre a potenziare il loro contributo all’economia.
Infine, la DSC realizza programmi di sviluppo mirati con i cosiddetti fondi flessibili, legati agli interessi migratori nazionali, in Paesi non prioritari. I Paesi vengono selezionati su proposta della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e approvati in seno alla struttura di cooperazione interdipartimentale in materia di migrazione internazionale.
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